Ovunque nella valle del Casentino si incontrano incredibili testimonianze di storia ed arte.
Ogni piccolo paese ha un castello, una piazza o delle mura che ci riportano nel medioevo: un periodo storico che ha profondamente segnato la valle.
Alcuni castelli sono ormai rovine, altri conservano intatto il loro splendore,
come il castello di Poppi del XIII secolo
POPPI, CASTELLO dei CONTI GUIDI , XIII secolo, ++
Il castello merlato fu costruito nel XIII secolo dal conte Simone da Battifolle dei Conti Guidi che ne ordinò la costruzione nel 1274 su un fabbricato preesistente. All'interno del castello, sull'angolo delle scale, si trova la sua cariatide.
Scrive il Vasari nelle "Vite" che "lo stesso Arnolfo" diede al Palazzo dei Signori (Palazzo della Signoria a Firenze) principio e disegno, a somiglianza di quello che in Casentino aveva fatto Lapo, suo padre, ai Conti di Poppi. In effetti Lapo non fu padre ma maestro di Arnolfo, e sembra che il Castello di Poppi in Casentino fosse iniziato da Lapo e terminato dal discepolo Arnolfo di Cambio.
E' un tipico castello medioevale, con fossato e ponte levatoio (ora sostituito da un ponte murato), controllato da una piccola torre chiamata "munizione". Sulla munizione si riconosce la merlatura "guelfa".
La facciata principale del Castello era ornata da finestre a bifora e a trifora ( oggi in parte danneggiate), da una grande porta (oggi ad arco ribassato, rifatto dal Turriani di Poppi nel 1477 ed ornato con vari stemmi fra cui quelli dei Medici e della Repubblica Fiorentina). La Torre era anticamente munita di rocca sorretta da beccatelli, demolita nel 1817 per paura che crollasse.
Il Turriani ristrutturò il castello nel 1477 trasformando il palazzo feudale in residenza del Vicario della Repubblica Fiorentina (Nel 1440 Poppi era passata sotto il diretto controllo di Firenze).
Entrando nel Castello si trova un ampio cortile sul quale si aprono gli accessi a quelli che erano: sala delle armi (c'è anche una piccola cassaforte a muro con sportello ferrato), alloggi della servitù, cantina, prigione, alloggi dei soldati, scuderie, accesso a spalti e fossato. Nel cortile c'è una tavola di pietra detta "della Giustizia" perchè attorno ad essa veniva amministrata la giustizia.
Dal cortile parte una scala (opera del Turriani) molto caratteristica, ornata di stemmi dei Vicari mandati a Poppi ad amministrare la Giustizia dalla Repubblica Fiorentina. Dalla scala si accede a ballatoi di legno................
Al primo piano si trova Il Salone rettangolare, con soffitto policromo, sostenuto da graziose capriate. le pareti .....................
nel salone si possono ammirare la "Madonna della Cintola o di Bramasole (1510-20)" attribuita a Benedetto Buglioni della scuola dei Della Robbia e una Vergine col Bambino di scuola Botticelliana (Raffaellino del Garbo o Gerlino da Pistoia). Ci sono molti stemmi di Famiglie che furono ospiti dei Guidi, alcuni di questi stemmi sono attribuiti ad Andrea della Robbia.
Sullo stesso piano c'erano tre sale una cucina ed un retrocucina (stravolte nella architettura al tempo di Francesco II di Lorena, poi dedicate ad ospitare la Biblioteca Rilliana), le stanze da notte che erano 5 e tutte con volta a botte.
Il secondo piano ha pianta uguale al primo: tre ampie sale con pareti affrescate, una delle quali adibita a sala da pranzo e con grandioso lavabo in stile quattrocentesco, una con camino monumentale. A questo piano si trova anche la cappella privata completamente affrescata da Taddeo Gaddi (verso il 1330), il cui altare fu rimosso al tempo dei Lorena.
Tutte le scene sono di ciara derivazione Giottesca e ricordano in qualcosa la Cappella dei Peruzzi a Santa Croce a Firenze. Taddeo Gaddi fu infatti allievo fedele di Giotto.
di fronte al quale sorge il vecchio castello di Poppi
che già esisteva nel XII secolo, quando i conti si chiamavano Guido "Bevisangue" e Guido "Guerra"...
più che il castello, oggi privato, è famosa la "munizione" del castello vecchio chiamata "Torre dei Diavoli", si narra che vi fu chiusa a morire di fame certa Telda, vedova di un Guidi, così punita per aver addescato e poi fatto uccidere nel sotterraneo del castello molti giovani del paese.
Si dice che un sotterraneo congiungesse il castello vecchio a quello nuovo.
..
..
..
